Omeopatia e sistemi sanitari pubblici in Europa

Negli ultimi anni, il ruolo dell’omeopatia all’interno dei sistemi sanitari pubblici è stato dibattuto in Europa. Dalla conferma del rimborso in Svizzera alla recente decisione in Germania di mantenere la copertura assicurativa, fino alla normativa italiana che consente la detrazione fiscale: il quadro è variegato e in evoluzione. In questo articolo approfondiamo cosa sta succedendo in Europa tra l’esigenza di cure personalizzate e l’importanza di garantire una libertà di scelta terapeutica.

Svizzera: il Senato conferma il rimborso automatico per omeopatia e medicine complementari nel sistema sanitario

Secondo quanto riportato da Swissinfo.ch, il Consiglio degli Stati svizzero ha confermato la copertura da parte dell’assicurazione sanitaria di base per omeopatia, agopuntura, fitoterapia e medicina antroposofica. Una mozione che ne chiedeva l’esclusione è stata tacitamente respinta, ribadendo così l’approccio favorevole del Paese alle medicine complementari. Le terapie complementari continueranno a essere rimborsate in modo automatico dal sistema assicurativo obbligatorio, contro il parere della Camera dei Rappresentanti: il Senato ha respinto la mozione presentata dal parlamentare di centro-destra Philippe Nantermod, appartenente al Partito Radicale Liberale.

Si tratta di una decisione che riafferma una posizione già consolidata nel tempo:  quella espressa nel 2009 da oltre il 67% dei cittadini elvetici, che attraverso un referendum pubblico hanno sostenuto l’inclusione delle medicine complementari nel sistema sanitario nazionale.

All’inizio del 2012, il governo svizzero ha attuato i risultati referendari, avviando una fase sperimentale di rimborso, resa definitiva nel 2017. La conferma parlamentare del 2025 consolida quindi una linea coerente di tutela della libertà terapeutica e di riconoscimento istituzionale per le medicine complementari, in un sistema sanitario – come quello svizzero – che valorizza la personalizzazione delle cure e l’integrazione tra approcci diversi.

Germania: i medicinali omeopatici restano coperti dalle assicurazioni sanitarie

In Germania, il dibattito sul rimborso pubblico dei medicinali omeopatici si è recentemente riacceso. Il Ministro della Salute Karl Lauterbach aveva proposto di escludere l’omeopatia dalla copertura delle assicurazioni sanitarie pubbliche, ritenendola priva di basi scientifiche sufficienti.

La proposta è stata respinta e i farmaci omeopatici continueranno a essere coperti dalle assicurazioni sanitarie, confermando così l’importanza attribuita all’omeopatia da una parte significativa della popolazione e del sistema sanitario tedesco. Una decisione che, pur nel confronto politico, mantiene l’omeopatia al centro del panorama della medicina integrativa.

Omeopatia in Italia: farmaci detraibili nella dichiarazione dei redditi

Mentre in Svizzera e Germania l’omeopatia continua a far parte dei sistemi sanitari pubblici, qual è la situazione in Italia? Come tutti i medicinali, anche gli omeopatici possono essere portati in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

La detraibilità fiscale rappresenta oggi l’unica forma di sostegno economico disponibile in Italia per chi sceglie l’omeopatia, in un contesto normativo che ne riconosce l’utilizzo ma non prevede alcuna forma di rimborso o copertura dal sistema sanitario.

Secondo una recente indagine realizzata da Eumetra per Omeimprese, sono 18,5 milioni gli italiani che dichiarano di aver utilizzato un medicinale omeopatico negli ultimi 12 mesi: un dato che conferma quanto sia importante garantire accesso e strumenti concreti a chi decide di intraprendere un percorso terapeutico personalizzato in affiancamento alla medicina convenzionale.

Omeopatia tra sanità pubblica in Europa e libertà terapeutica

La conferma del rimborso in Svizzera, la copertura assicurativa ancora ampia in Germania e il riconoscimento della detraibilità fiscale in Italia disegnano un quadro europeo in evoluzione, dove l’omeopatia trova sempre più spazio nella sanità pubblica e nella libertà terapeutica.

In un’epoca in cui i pazienti chiedono personalizzazione e sicurezza, l’integrazione tra medicina convenzionale e complementare appare come una risposta concreta, già scelta da diverse nazioni come la Svizzera e la Germania.