Come gli ormoni possono influenzare le allergie

Esiste una relazione tra gli ormoni femminili e l’andamento delle patologie allergiche. Estrogeni e progesterone agiscono sul sistema immunitario e possono modificare, in positivo o in negativo, la sintomatologia della donna.

Questa influenza è presente durante tutta la vita fertile, ma diventa più evidente nelle fasi caratterizzate da importanti cambiamenti ormonali: ciclo mestruale, gravidanza, allattamento e menopausa.

In corrispondenza dei picchi ormonali, alcune manifestazioni allergiche possono peggiorare. Non si tratta, però, di una regola valida per tutte le donne e per tutte le patologie. Una stessa paziente può, per esempio, osservare un peggioramento della rinite e contemporaneamente un miglioramento dell’orticaria.

Per questo motivo, il rapporto tra allergie e ormoni deve essere sempre valutato in modo personalizzato e con il supporto di un medico specializzato.

 L’andamento ciclico delle allergie

La vita ormonale femminile è in costante cambiamento. Nel corso del mese, estrogeni e progesterone attraversano fasi diverse e questa ciclicità può riflettersi sulle malattie infiammatorie croniche, comprese le allergie.

Quando una donna riferisce che asma, rinite o orticaria peggiorano sempre prima delle mestruazioni, questa osservazione non dovrebbe essere attribuita automaticamente a una componente emotiva. Può esistere una reale variazione infiammatoria collegata all’assetto ormonale.

Nel caso dell’asma bronchiale, molte donne riferiscono un peggioramento nei giorni precedenti il ciclo. Si parla, in questo caso, di asma perimestruale. Anche l’orticaria può intensificarsi nel periodo premestruale, mentre la rinite allergica può peggiorare intorno all’ovulazione.

Riconoscere questa ciclicità permette alla paziente di prepararsi meglio ai periodi più delicati e al medico di adattare il percorso terapeutico.

Il ruolo degli ormoni femminili

Gli estrogeni possono potenziare la risposta allergica attraverso un’azione diretta sui mastociti, cellule del sistema immunitario coinvolte nel rilascio dell’istamina.

Questo meccanismo può contribuire alla comparsa o al peggioramento di prurito, congestione nasale, ponfi, edema e difficoltà respiratorie. Gli estrogeni aumentano la vascolarizzazione e possono influenzare rinite, orticaria, angioedema, dermatiti e asma.

Il progesterone presenta, invece, un’azione antinfiammatoria e immunomodulante. Il suo ruolo è particolarmente importante durante la gravidanza, quando favorisce i meccanismi di tolleranza necessari affinché il sistema immunitario materno non reagisca contro l’embrione e il feto.

I due ormoni, tuttavia, non agiscono mai in modo completamente separato. Il risultato dipende dal loro equilibrio e dalle caratteristiche della singola donna.

Le allergie cambiano nelle diverse fasi della vita di una donna

La gravidanza rappresenta una fase particolarmente significativa. In molte donne l’asma può migliorare grazie ai meccanismi di immunomodulazione, mentre in altre può peggiorare.

La rinite può tendere, invece, a intensificarsi soprattutto nel primo trimestre, anche per l’aumento della vascolarizzazione della mucosa nasale. Nella stessa paziente, disturbi diversi possono seguire andamenti opposti.

Dopo il parto, se la donna allatta, parte dell’azione immunomodulante può persistere. Se non allatta, le patologie allergiche precedenti possono tornare a manifestarsi più rapidamente.

Durante la perimenopausa, caratterizzata da una forte instabilità ormonale, i sintomi possono peggiorare. Nella post-menopausa, quando il quadro ormonale si stabilizza, alcune manifestazioni possono attenuarsi.

Tra le condizioni particolarmente sensibili agli estrogeni rientra anche l’angioedema ereditario, che può peggiorare durante la gravidanza o con l’assunzione della pillola anticoncezionale.

Il ruolo dell’omeopatia

La medicina integrativa può affiancare i trattamenti convenzionali nella gestione delle allergie femminili, soprattutto quando i sintomi seguono le variazioni ormonali.

L’obiettivo è prevenire o modulare i picchi infiammatori che possono presentarsi prima del ciclo, durante la gravidanza o nel periodo successivo al parto.

Nell’ambito di questo approccio, l’omeopatia può intervenire su due livelli: la modulazione della componente ormonale associata al sintomo allergico e la gestione delle manifestazioni acute, come congestione nasale, prurito, ponfi, edema e gonfiore.

Non esiste però uno schema uguale per tutte le pazienti. La scelta del medicinale omeopatico dipende dal tipo di ciclo, dalla fase nella quale i sintomi peggiorano, dalla prevalenza della componente estrogenica o progestinica e dalla manifestazione allergica predominante.

I medicinali omeopatici

Tra i medicinali omeopatici impiegati per la modulazione delle problematiche infiammatorie legate al ciclo se può citare Follicolinum – l’estrone che viene diluito e dinamizzato, solitamente preparato con saccarosio e lattosio – e Ovarinum, preparato a partire dal tessuto ovarico di origine animale.

Queste soluzioni terapeutiche possono essere considerate quando la componente ormonale svolge un ruolo rilevante nell’andamento della patologia allergica. La loro prescrizione deve però tenere conto della struttura del ciclo e del momento in cui compaiono i sintomi.

Anche il periodo di somministrazione può cambiare: un medicinale può essere utilizzato in una determinata fase del ciclo e successivamente sostituito o affiancato da un altro.

Accanto ai medicinali di modulazione possono essere scelti quelli maggiormente sintomatici.

Apis mellifica è un farmaco che può essere utilizzato nei quadri caratterizzati da maggiore vascolarizzazione, edema e gonfiore. Può essere preso in considerazione in presenza di rinite, orticaria, ponfi e angioedema.

Si aggiungono Lachesis mutus, ricavato dal veleno del serpente e Sepia officinalis, ricavato dal liquido bruno-nero dell’inchiostro della seppia, utilizzati nei disturbi collegati alle variazioni del ciclo e infine Histaminum, impiegato nelle manifestazioni allergiche.

L’importanza dell’approccio personalizzato

Il rapporto tra allergie e ormoni femminili è complesso. La stessa patologia può cambiare nelle diverse fasi della vita e sintomi differenti possono seguire andamenti opposti nella stessa donna.

Ascoltare la paziente e riconoscere la ciclicità delle manifestazioni permette di costruire un percorso più preciso.

La medicina convenzionale, quella medicina integrativa e così come l’omeopatia possono affiancarsi, sotto la guida del medico, per aiutare la donna a prevenire e gestire con maggiore consapevolezza i momenti nei quali le allergie tendono a peggiorare.