Ne parliamo con Ginevra Menghi, specialista in allergologia e immunologia clinica, per capire quanti italiani soffrono di allergie, quali sono i sintomi più comuni e quali strategie di prevenzione da adottare per affrontare al meglio la primavera.

ALLERGIE PRIMAVERILI IN AUMENTO: LE CAUSE

Dott.ssa Menghi, quanti italiani ne soffrono?

Le allergie sono in aumento in tutto il mondo, ma in Italia il fenomeno è particolarmente evidente, soprattutto per quanto riguarda le allergie respiratorie. Questo dipende anche dal microclima e dalla vegetazione del nostro Paese, che è particolarmente allergizzante. Secondo la Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC), tra i bambini, circa il 10% soffre di asma, il 6-8% presenta allergie alimentari e circa il 10% allergie cutanee come dermatite atopica o orticaria. Negli adulti, l’asma riguarda circa il 5%, le allergie alimentari circa il 3%, le allergie cutanee il 10% e la rinite allergica colpisce tra il 15% e il 20% della popolazione”.

Perchè le allergie primaverili sono le più frequenti

La stagione dei pollini è cambiata?

Sì, in modo significativo. Il riscaldamento globale anticipa le fioriture e le prolunga. Inoltre, piove meno: la pioggia abbatte la concentrazione di polline nell’aria, mentre in sua assenza le particelle rimangono sospese più a lungo. Questo significa che anche dopo la fine della fioritura, il polline può continuare a circolare nell’aria per settimane”.

Anche l’inquinamento ha un ruolo?

Sì, perché le particelle inquinanti possono trasportare il polline più in profondità nelle vie respiratorie, aumentando la probabilità che un soggetto predisposto sviluppi un’allergia”.

Come cambieranno le allergie in futuro?

Secondo la Dott.ssa Menghi, con il cambiamento climatico e l’aumento dei pollini sarà sempre più importante riconoscere precocemente i sintomi e investire sulla prevenzione. La buona notizia è che oggi le allergie si possono curare e gestire in modo efficace: intervenire tempestivamente significa ridurre i sintomi e migliorare la qualità della vita.

Sintomi delle allergie primaverili: come riconoscerli

Quali sono i sintomi più frequenti?

I sintomi tipici delle allergie respiratorie includono: prurito al naso e agli occhi, starnuti ripetuti,

naso chiuso o naso che cola, lacrimazione e occhi rossi, tosse persistente, respiro sibilante o senso di costrizione toracica (asma). Un segnale distintivo è il prurito, molto comune nelle allergie. Inoltre, a differenza delle infezioni respiratorie, spesso manca la febbre”.

Allergia o raffreddore? Come si distinguono?

Oggi non possiamo più basarci solo sulla stagionalità. Alcuni pollini, come quelli di graminacee e parietaria, vengono ormai considerati quasi perenni. Per questo, anche sintomi simili a un raffreddore in inverno possono essere allergici. In generale, se un raffreddore dura settimane o tende a ripresentarsi, è giusto considerare la possibilità di un’allergia”.

Si nasce allergici o si diventa?

L’allergia è genetica?

Esiste una predisposizione genetica, ma spesso sono i fattori ambientali a fare la differenza. Se una persona predisposta cresce in un ambiente molto inquinato o ricco di allergeni, ha più probabilità di sviluppare allergie rispetto a chi vive in contesti più salubri. Si può diventare allergici a qualsiasi età e l’esordio può essere improvviso: un anno nessun sintomo, quello successivo può avere una primavera difficile”.

Come cambia l’allergia nel corso della vita

Spesso si osserva la cosiddetta “marcia atopica”: nei primi anni di vita possono comparire dermatite atopica e allergie alimentari, poi in età scolare la rinite allergica e in adolescenza, in alcuni casi, l’asma bronchiale. Le fasi ormonali contano molto: pubertà, gravidanza e menopausa possono modificare i sintomi. In alcuni casi migliorano, in altri peggiorano, e non sempre è possibile prevederlo”.

Prevenzione delle allergie primaverili: quando iniziare

Si può prevenire un’allergia primaverile?

Sì e il momento migliore è prima della fioritura. Nei mesi autunnali e invernali è possibile impostare un percorso di prevenzione: se si aspetta la comparsa dei sintomi intensi, si rischia di intervenire tardi e di ottenere un beneficio minore. La prevenzione è importante anche perché la rinite allergica è il principale fattore di rischio per lo sviluppo dell’asma. Trattarla correttamente significa proteggere anche la salute respiratoria futura”.

Abitudini quotidiane: cosa fare per ridurre i sintomi

Le regole ambientali contano molto. Alcuni consigli utili sono: mantenere la casa pulita per rimuovere la polvere, indossare occhiali da sole per proteggere gli occhi e ridurre l’ingresso del polline, evitare passeggiate nei parchi nelle ore centrali delle giornate di bel tempo, limitare l’esposizione nei giorni più secchi e ventosi”.

Omeopatia e allergia: può aiutare nella prevenzione

Perché l’omeopatia può essere utile nelle allergie e in quali fasi?

Secondo la Dott.ssa Menghi, l’omeopatia può essere un supporto interessante nella gestione delle allergie soprattutto perché consente un approccio preventivo, da iniziare prima della stagione pollinica, e può essere utilizzata anche nelle fasi di riacutizzazione. “Il punto fondamentale è che, come per qualsiasi strategia terapeutica, la prevenzione deve partire con anticipo: se si aspetta che i sintomi siano già intensi, diventa più difficile ottenere un controllo efficace”. L’omeopatia può essere presa in considerazione in particolare nei mesi autunnali e invernali, quando si lavora sulla prevenzione, ma anche durante la stagione dei pollini come supporto alla gestione dei sintomi. Inoltre, può risultare utile in alcune categorie di pazienti come bambini e donne in gravidanza, dove le opzioni farmacologiche tradizionali solo limitate o richiedono maggiore cautela. In ogni caso, sottolinea la specialista, è importante che l’utilizzo avvenga sempre con una valutazione personalizzata e sotto controllo medico.

Quando fare la visita allergologica

Un errore frequente è pensare che la visita allergologica si possa fare solo fuori stagione. In realtà si può fare in qualsiasi momento dell’anno: anche se i sintomi compaiono in primavera, è utile rivolgersi allo specialista, che valuterà quando eseguire eventuali test e quale percorso impostare”.