DDL Semplificazioni 2025: come cambia la farmacia dei servizi

Il nuovo DDL Semplificazioni, poi diventato legge a dicembre 2025, pone la farmacia come punto di riferimento del Servizio Sanitario Nazionale” spiega la Dott.ssa Carlotta Farneti. La novità non è solo normativa, ma strutturale: l’ampliamento dei test diagnostici, l’estensione della ricetta dematerializzata alla cronicità e il rafforzamento della telemedicina inseriscono pienamente la farmacia dei servizi nel Sistema Sanitario Nazionale.

Questo si traduce in una maggiore integrazione con il medico di famiglia e in un ruolo più attivo nella presa in carico del paziente.

La farmacia dei servizi è il primo presidio sanitario?

La farmacista non ha dubbi: “Sicuramente sì, è il primo in termini di capillarità, perché rappresenta oggi il presidio sanitario più diffuso sul territorio. La presenza capillare e l’accessibilità immediata rendono la farmacia dei servizi un punto di riferimento concreto per il cittadino, soprattutto nelle piccole comunità e nelle zone di provincia”.

Servizi sanitari in farmacia: quali sono i più richiesti?

“Tra i servizi sanitari in farmacia più richiesti sicuramente rientrano l’elettrocardiogramma, così come l’holter cardiaco e le analisi di prima istanza, come la misurazione della glicemia o del colesterolo che permettono un monitoraggio costante e aprono alla consulenza personalizzata su stile di vita, alimentazione e integrazione”.

Presa in carico del paziente nella farmacia dei servizi

La presa in carico del paziente è uno dei concetti centrali nel nuovo assetto della farmacia dei servizi.

Formalmente significa monitorare l’aderenza terapeutica nelle patologie croniche e collaborare con il medico di famiglia. La dott.ssa Farneti sottolinea che “nella pratica quotidiana questo avviene già da tempo, ben prima dell’entrata in vigore del DDL Semplificazioni 2025, perché la farmacia è ormai parte attiva di un percorso condiviso a tre parti, tra medico, farmacista e paziente”.

Prevenzione e continuità assistenziale: il futuro della farmacia dei servizi

Uno degli aspetti più rilevanti nell’evoluzione della farmacia dei servizi è il rafforzamento della prevenzione e della continuità assistenziale sul territorio. La possibilità di effettuare screening, monitoraggi periodici e controlli in farmacia consente al paziente-cittadino di intercettare precocemente eventuali criticità e di mantenere sotto controllo parametri fondamentali per la salute: “In questo scenario, la farmacia di prossimità diventa un presidio sanitario capace di alleggerire il carico del sistema ospedaliero e di favorire un accesso più rapido e organizzato alle cure. La sanità territoriale passa anche da qui: dalla capacità di creare una rete tra medico, farmacista e paziente, in un percorso condiviso e continuo, fondato su relazione, prossimità e prevenzione. Infatti, in farmacia vige la regola del “Torni a dirci com’è andata”.

La farmacia dei servizi sinonimo di relazione e di fiducia

Per la dott.ssa Farneti l’espressione “Le parole sono medicine” non è casuale: “L’ascolto attivo è il cuore della farmacia di relazione. Il paziente non cerca solo un prodotto, ma una risposta personalizzata. Attraverso domande mirate e attenzione autentica, il farmacista costruisce nel tempo un rapporto di fiducia, che spinge il paziente a scegliere una farmacia non solo per la prossimità”.

Omeopatia e medicina integrativa nella farmacia dei servizi

La medicina integrativa rappresenta un valore aggiunto nella farmacia dei servizi. La richiesta di terapie naturali, complementari alla medicina convenzionale, è in crescita, soprattutto nei bambini e nei pazienti in politerapia. L’omeopatia, in particolare, favorisce una consulenza più approfondita: “Per scegliere il farmaco omeopatico più opportuno si devono fare diverse domande al paziente, ponendolo al centro e così curiosità e autenticità diventano strumenti fondamentali nella relazione terapeutica”.

Una competenza, quella in omeopatia, in grado di favorire un rapporto di fiducia e fidelizzazione in farmacia. “Nella mia esperienza, l’omeopatia esige empatia e attenzione per offrire un consiglio adatto alle problematiche di chi si ha di fronte. Questo approccio, che peraltro valorizza la vocazione sanitaria del farmacista, può diventare una leva di valorizzazione e fidelizzazione, trasformando un ingresso sporadico in un cliente fidelizzato”.