Mal di primavera: sembrerebbe un’espressione ossimorica, infondo cosa ci può essere di negativo nell’inizio di una stagione che per antonomasia identifica rinascita ne rinnovamento? Eppure, tutti noi, seppure con sfumature differenti, accusiamo questa transizione; come accade in tutti i cambiamenti, infatti, dobbiamo adattarci e riorganizzarci secondo le nuove condizioni.

Aumentano le ore di luce, la temperatura subisce sbalzi significativi, cambiano i nostri ritmi sonno veglia; questo provoca stanchezza, sonnolenza, difficoltà di concentrazione; il controllo e la gestione degli impegni sembrano più difficili e si generano disagio e stati ansiosi. Fortunatamente, si tratta di un disturbo passeggero che durerà qualche settimana: ci si sentirà subito meglio non appena ormoni e fisico si saranno ricalibrati sulle nuove esigenze.

Mal di primavera: che sintomi porta il cambio di stagione?

Spossatezza, sonnolenza e irritabilità, come abbiamo detto, sono i sintomi più caratteristici del mal di primavera; per alcune persone però a questi sintomi si aggiungono anche le manifestazioni allergiche e si riacutizzano alcuni disturbi digestivi. In questi casi, l’omeopatia può rappresentare una valida opportunità terapeutica per migliorare la sintomatologia tipica del cambio di stagione.

Sintomi del cambio di stagione: quando si dorme male

L’arrivo della primavera coincide con il ritorno dell’ora legale, spostare in avanti le lancette dell’orologio ci priva di un’ora di sonno e ne influenza il ciclo: i ritmi sonno-veglia si alterano, possono risultare più difficili la presa ed il mantenimento di un sonno ristoratore. Al momento del risveglio ci si potrebbe quindi sentire già stanchi e questo malessere inevitabilmente si ripercuoterà sulla ripresa delle attività quotidiane.

Ciascuno di noi vive questa situazione in maniera diversa: la mancanza di sonno, infatti, può rendere ansiosi, irritabili, generare sensazioni di apatia oppure, all’opposto, di iperattività. Spetta al medico o al farmacista esperto in omeopatia indicare il medicinale omeopatico adatto. La terapia omeopatica, infatti, consente un trattamento personalizzato ed offre medicinali adeguati alle diverse circostanze, come ad esempio se si fatica ad addormentarsi per una sorta di agitazione fisica o se il sonno è interrotto più volte da uno stato di iperattività mentale, oppure ancora se l’insonnia è dovuta a stanchezza fisica ed è accompagnata dalla sensazione che il letto, su cui normalmente si riposa, sembri diventato troppo duro.

Sintomi primavera: se diminuisce la capacità di concentrazione

Con il cambio di stagione capita di sentirsi stanchi e faticare nel recupero delle capacità di memoria e concentrazione. Anche in questo caso il professionista della salute saprà indicare il medicinale adatto: l’omeopatia offre strumenti terapeutici diversi in caso di marcata irritabilità, atteggiamenti apprensivi e senso di inadeguatezza o di ridotta capacità di concentrazione a causa di eccessivo sforzo intellettuale o stress psicofisico.

Sintomi del cambio di stagione: quando prevale la stanchezza

Se il mal di primavera si presenta con una sensazione di spossatezza e mancanza di forze, la scelta del medicinale omeopatico dipenderà dai sintomi espressi da chi sperimenta il disagio. Il termine stanchezza infatti è molto ricorrente, ma poco indicativo. Occorre che ciascuno lo dettagli in maniera personale, fornendo espressioni caratteristiche essenziali: il medicinale omeopatico sarà diverso infatti se prevalgono l’indifferenza, l’ipersensibilità e l’irritabilità oppure se l’apatia e la debolezza si accompagnano a una condizione di abbattimento con desiderio di solitudine.

Mal di primavera: quando si acutizzano i disturbi digestivi

Durante il cambio di stagione, i soggetti predisposti tendono a riacutizzare alcuni disturbi digestivi: reflusso, iperacidità, difficoltà digestiva, stitichezza, gonfiore addominale… L’omeopatia contribuisce al trattamento di queste situazioni grazie alla disponibilità di medicinali diversi. Il medico o farmacista consiglieranno quelli opportuni dopo aver indagato in modo approfondito sulla natura della problematica: se i disturbi siano circoscritti al distretto digestivo, oppure coinvolgano anche l’ambito mentale o emozionale del paziente o se invece si manifestino in seguito a circostanze particolari.