Ricerca scientifica in omeopatia: esiste una solida base di evidenze? Ed è di qualità sufficiente per essere considerata affidabile? A quest’ultima domanda ha provato a rispondere la dottoressa Katharina Gaertner, specialista in medicina interna impegnata nella ricerca scientifica in omeopatia presso l’Università di Berna.
Ricerca scientifica in omeopatia: l’interesse della dottoressa Gaertner
Katharina Gaertner ha iniziato ad interessarsi all’omeopatia dopo aver riscontrato l’efficacia dei medicinali omeopatici nel trattamento dei pazienti. L’utilizzo, da parte del suo professore, dell’omeopatia ad integrazione delle terapie seguite sia dai pazienti in terapia intensiva che da quelli oncologici, ha ispirato infatti la sua tesi di laurea in medicina, portandola ad approfondire l’opportunità dell’omeopatia a supporto dei trattamenti convenzionali per i pazienti oncologici.
Il database per la ricerca scientifica in omeopatia
Laureata in medicina presso l’Università di Vienna, Gaertner si unisce ad un gruppo di ricerca in omeopatia a Berna. Per cinque anni lavora alla creazione di un database che riunisce gli studi clinici esistenti sugli effetti dell’omeopatia. L’obiettivo è far sì che tutti abbiano accesso e possano verificare le evidenze fornite dalla ricerca scientifica in omeopatia. Gaertner crea poi uno strumento di valutazione della qualità metodologica degli studi clinici in omeopatia.
Attualmente la ricercatrice è impegnata in uno studio controllato randomizzato riguardo l’omeopatia come trattamento per le infezioni recidive del tratto urinario, lavoro che sta portando avanti a Monaco di Baviera.
La ricerca scientifica in omeopatia: il futuro
Secondo Katharina Gaertner, rispondere alla domanda “Come vede il futuro della ricerca scientifica in omeopatia?” non è semplice. Due sono i punti fondamentali: è importante continuare a condurre studi clinici ed è importante comprendere il meccanismo di azione delle diluizioni omeopatiche. La ripetizione di studi clinici, particolarmente di studi riguardanti condizioni per cui già si dispone di evidenze solide, è infatti fondamentale per accrescerne l’affidabilità. Inoltre, Gaertner si augura che nei prossimi 5-10 anni si riesca finalmente a comprendere il meccanismo d’azione dell’omeopatia, che spiegherebbe quindi come le diluizioni omeopatiche svolgono i propri effetti.
L’Homeopathy Research Institute
La ricerca scientifica in omeopatia è stato il tema discusso durante la 5° edizione della conferenza internazionale dell’Homeopathy Research Institute (HRI) durante la quale Katharina Gaertner è stata intervistata. La conferenza ha visto il coinvolgimento di 61 ricercatori, riunitisi per condividere e discutere delle più recenti evidenze in campo di omeopatia.
L’HRI è un ente internazionale indipendente che si occupa di promuovere e monitorare la ricerca scientifica di alta qualità in omeopatia. L’obiettivo principale dell’istituto è la revisione degli studi più rilevanti condotti dalle università, dagli istituti di ricerca e in diversi contesti clinici, secondo approcci metodologici di alta qualità e con l’impiego delle più avanzate tecniche di laboratorio.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito https://www.hri-research.org/