
Dopo le vacanze estive, il rientro a scuola segna un cambiamento importante nella quotidianità di bambini e famiglie. Gli orari tornano ad essere più rigidi, riprendono lo studio e le attività extrascolastiche e, in pochi giorni, è necessario adattarsi nuovamente a ritmi molto diversi da quelli delle vacanze.
Ansia, irritabilità, stanchezza e qualche difficoltà di concentrazione possono, quindi, accompagnare le prime settimane senza rappresentare necessariamente un problema. In alcuni casi, però, l’ansia da rientro può manifestarsi in modo più intenso e arrivare a esprimersi anche attraverso fastidi fisici. Ma quando questi segnali meritano maggiore attenzione? Lo spiega Giulio Viganò, pediatra e medico omeopata di Milano.
Rientro a scuola e stress nei bambini: quali sono i sintomi più comuni?
“Nel bambino c’è una minore distinzione tra corpo e testa: la somatizzazione è quasi un linguaggio naturale”. Per questo, spiega il medico, un disagio emotivo può esprimersi anche attraverso sintomi fisici, come il mal di pancia.
Tra le manifestazioni che osserva più frequentemente al rientro a scuola c’è innanzitutto l’ansia. Può essere l’eccitazione del bambino che parla velocemente, vuole fare mille cose e non vede l’ora di incontrare i compagni, oppure può prevalere la paura, con un atteggiamento più bloccato.
A questo si aggiunge la fatica del cambiamento dei ritmi. Durante l’estate si va a letto e ci si sveglia più tardi, mentre con la scuola orari e impegni cambiano rapidamente.
“Dobbiamo tenere presente che non siamo degli interruttori on-off” – osserva scherzosamente il pediatra – “Nei bambini delle elementari e nei ragazzi delle medie può comparire una maggiore stanchezza mentale, legata alla ripresa dello studio, dell’attenzione e della concentrazione”.
In caso di ansia di ritorno a scuola, quando bisogna preoccuparsi?
Secondo il dottore, un periodo di adattamento di circa una o due settimane, caratterizzato da stanchezza, irritabilità, agitazione o difficoltà di concentrazione, può accompagnare normalmente il ritorno alla routine.
Il criterio importante è osservare se il sintomo diventa persistente e intrusivo nella vita quotidiana, aggiunge l’esperto: “Un bambino, per esempio, può non voler andare a scuola o avere difficoltà a separarsi dalla mamma. Se però il disagio aumenta fino a impedirgli di giocare con i compagni, oppure il mal di pancia porta frequentemente la scuola a chiamare i genitori perché vadano a prenderlo, è opportuno prestare maggiore attenzione”.
Anche mal di testa durante lo studio, difficoltà di memoria o problemi di concentrazione particolarmente marcati sono segnali che, se persistenti, meritano di essere approfonditi.
Come possiamo aiutare i bambini ad affrontare il rientro a scuola?
La parola chiave è gradualità. Il primo aspetto riguarda il sonno, continua il pediatra: “Non è realistico aspettarsi che un bambino abituato durante le vacanze ad addormentarsi alle 23 riesca improvvisamente a dormire alle 21. Il consiglio è quindi anticipare progressivamente gli orari, garantendo indicativamente circa dieci ore di sonno al bambino e sette ore all’adulto”.
Anche i pasti dovrebbero tornare gradualmente regolari.
Un altro errore da evitare è riempire immediatamente l’agenda dei più piccoli con scuola, sport, inglese, musica e numerose altre attività. Su questo punto il dottore è fermo: “Gli impegni extrascolastici andrebbero reintrodotti progressivamente”.
Importante anche il movimento all’aria aperta: il pediatra suggerisce, quando possibile, almeno un’ora al giorno per i bambini, perché l’attività fisica permette di scaricare la tensione accumulata.
Può essere utile un sostegno omeopatico per l’ansia da rientro?
Nella maggior parte dei casi il primo sostegno passa dalle buone abitudini e dal tempo necessario per adattarsi. Ci sono però situazioni in cui l’ansia si manifesta in modo più evidente e può arrivare a produrre fastidi fisici. Nella propria pratica clinica, Viganò valuta allora anche la possibilità di accompagnare il bambino con medicinali omeopatici scelti in base al modo specifico in cui il disagio si presenta.
Per l’ansia anticipatoria, per esempio, il pediatra descrive due quadri differenti. Nel primo il bambino può sentirsi bloccato, avere vuoti di memoria o percepire una sensazione di “gambe molli” davanti a un appuntamento importante. In questo caso, tra i medicinali utilizzati nella sua pratica, il dottore cita Gelsemium Sempervirens 15 CH o 30 CH, tre granuli una o due volte al giorno in caso di necessità.
Nel quadro opposto, l’ansia porta invece a fare moltissime cose contemporaneamente senza riuscire a concluderle e può accompagnarsi anche a manifestazioni intestinali, come il bisogno urgente di andare in bagno. In questo caso il medico cita Argentum nitricum.
Quando l’ansia si manifesta con difficoltà di distacco o irritabilità
Se l’ansia da rientro si manifesta soprattutto attraverso una difficoltà di separazione dai genitori, lo specialista cita Pulsatilla 15 CH o 30 CH. È il quadro del bambino che cerca molto il contatto con la mamma, si attacca a lei e fa fatica a separarsene per tornare a scuola.
Se, invece, a prevalere sono stanchezza emotiva e fisica, irritabilità, capricci continui, urla, rifiuto del contatto o comportamenti molto oppositivi, tra i medicinali utilizzati nella sua pratica il pediatra indica Chamomilla 30 CH.
Per gli adulti, invece, il medico cita anche Sepia officinalis quando la stanchezza si accompagna a irritabilità, desiderio di isolamento e insofferenza verso chi sta vicino.
Come prepararsi al rientro?
Secondo il dottore, alcuni supporti omeopatici possono essere valutati nei 3-5 giorni prima del rientro o quando iniziano a comparire i primi segnali, mentre un lavoro maggiormente anticipato può riguardare il “terreno”. Tra gli strumenti a supporto, da usare secondo l’esperto anche 15-20 giorni prima, rientrano minerali come manganese-cobalto nei soggetti ansiosi, manganese-rame in altri profili e magnesio, oltre alle altre medicine integrative. Il punto di partenza resta però quello delle abitudini: recuperare gradualmente sonno, orari regolari, movimento e una gestione equilibrata degli impegni può rendere il rientro a scuola meno stressante per bambini e genitori.
