Infezioni respiratorie, otiti e febbre sono tra i motivi più frequenti di consultazione pediatrica. Francesco Macrì, medico pediatra, spiega perché usare correttamente gli antibiotici richiede una valutazione clinica, un dialogo con le famiglie e attenzione alle evidenze scientifiche, considerando il supporto delle medicine integrative.
Che cos’è l’antibiotico resistenza e perché riguarda anche i bambini?
“L’antibiotico resistenza si verifica quando i batteri sviluppano caratteristiche che permettono loro di sopravvivere ai farmaci utilizzati per combatterli”: il Dott. Macrì richiama l’attenzione sull’uso eccessivo e scorretto degli antibiotici. “Il problema riguarda sia le prescrizioni non necessarie sia l’assunzione che non rispetta le indicazioni ricevute. Per questo, dosi, intervalli e durata della terapia devono seguire la prescrizione, senza modifiche autonome”.
La dimensione del fenomeno è mondiale: uno studio pubblicato su The Lancet ha stimato che, nel 2019, circa 1,27 milioni di morti siano state direttamente causate dalla resistenza batterica agli antibiotici. Si tratta di decessi che, secondo la stima, si sarebbero potuti evitare se i batteri responsabili dell’infezione fossero stati sensibili ai farmaci utilizzati.
In Italia, il consumo di antibiotici e delle possibili aree di inappropriatezza è monitorato dall’AIFA (l’Agenzia Italiana del Farmaco) nel rapporto L’uso degli antibiotici in Italia. Anche il PNCAR 2022-2025 dedica spazio all’uso prudente, alla formazione e all’informazione.
“Il fenomeno di prescrizione impropria di antibiotici è rilevante. Per dare un’idea: l’etiologia delle infezioni delle alte vie aeree (URI) del bambino è batterica solo nel 15-20% dei casi, ma la prescrizione di antibiotici avviene mediamente nel 40% dei casi, quindi un 20-25% di prescrizioni improprie. I bambini di età inferiore a 6 anni (età più colpita dalle URI) sono nel nostro paese circa 2.5 mln e ammettendo mediamente per ognuno di loro 6 episodi l’anno di URI, possiamo calcolare circa 15 mln di episodi totali, quindi circa 3,5 mln di prescrizioni di antibiotici non dovute“.
Infezioni respiratorie e otiti: quando serve l’antibiotico?
Per il pediatra, il punto di partenza è la valutazione del bambino: età, storia clinica, sintomi e l’esame obiettivo orientano la decisione.
La febbre, da sola, non permette di distinguere un’infezione virale da una batterica. Anche la sua durata e la risposta agli antipiretici non bastano a stabilire la gravità del quadro. Nei lattanti è necessaria particolare attenzione, ma l’età non comporta automaticamente una prescrizione antibiotica per qualsiasi sintomo respiratorio. In alcune otiti lievi, dopo la visita, può essere appropriata un’osservazione di 48-72 ore, con indicazioni precise e possibilità di rivalutazione.
Il Dott. Macrì aggiunge: “Il pediatra deve spiegare alla famiglia come monitorare l’evoluzione e quando ricontattarlo. Difficoltà respiratoria, ridotta reattività o segni di disidratazione richiedono una valutazione tempestiva”.
Come si costruisce un’alleanza tra pediatra e genitori?
“Decidere di osservare l’evoluzione dei sintomi può generare preoccupazione” sottolinea il Dott. Macrì “Per questo la famiglia deve sentirsi ascoltata e tutelata dal medico di riferimento che ha il compito di rendere comprensibile i passaggi decisionali: perché l’antibiotico non è indicato o al contrario lo è in quella fase, quali cambiamenti aspettarsi e quando è necessario un nuovo controllo. L’osservazione diventa così un percorso accompagnato da istruzioni chiare”. È importante però lasciare spazio anche al racconto dei genitori, perché aiuta a comprendere meglio il problema e a costruire, nel tempo, un rapporto di fiducia.
Quale spazio per le medicine complementari e l’omeopatia?
Nell’approccio descritto dal Dott. Macrì, le medicine complementari e l’omeopatia possono trovare spazio all’interno di un percorso pediatrico integrato: “In particolare durante la cosiddetta fase finestra: il periodo in cui, dopo la valutazione clinica, si decide di osservare l’evoluzione dell’infezione prima di stabilire se sia necessario un antibiotico”.
È in questo intervallo che il medico considera l’eventuale ricorso a un supporto complementare, mantenendo il controllo del quadro clinico e la possibilità di intervenire quando necessario. La scelta resta personalizzata e guidata dal medico: le terapie complementari non devono ritardare o sostituire un trattamento antibiotico indicato.
Per il Dott. Macrì, questa prospettiva si collega a un’attenzione più ampia al paziente, alla sua storia e al rapporto con la famiglia.
Medicine complementari e omeopatia: che cosa dicono gli studi?
Il possibile contributo dell’omeopatia alla riduzione delle prescrizioni inappropriate di antibiotici è uno degli ambiti di ricerca di grande interesse e attualità, che necessita di studi rigorosi per chiarirne benefici e condizioni d’impiego. Tra le pubblicazioni internazionali, il Dott. Macrì cita lo studio di Hamre e collaboratori del 2014, sull’approccio antroposofico nelle infezioni respiratorie e dell’orecchio e lo studio francese EPI3 di Grimaldi-Bensouda e collaboratori, pubblicato nello stesso anno, che ha osservato un minore consumo di antibiotici nei pazienti seguiti da medici formati in omeopatia rispetto al gruppo convenzionale.
Quali prospettive per un uso più consapevole degli antibiotici?
Nella pratica quotidiana, il contributo delle famiglie parte dal dialogo con il pediatra: evitare l’automedicazione, seguire le prescrizioni e comprendere il significato di un periodo di osservazione. Preservare l’efficacia degli antibiotici significa poterli utilizzare al meglio quando servono. In questa visione, il pediatra invita anche il mondo dell’omeopatia a rinnovarsi, approfondendo la ricerca sui meccanismi d’azione e valutando i risultati clinici: l’obiettivo è tradurre l’innovazione in benefici concreti per la salute dei pazienti.
Fonti e pubblicazioni:
- AIFA: L’uso degli antibiotici in Italia – Rapporto 2024.
- Hamre et al., 2014: Antibiotic Use in Children with Acute Respiratory or Ear Infections.
- Grimaldi-Bensouda et al., 2014: Studio EPI3.
- Van der Werf et al., 2018: Formazione in medicina integrativa e prescrizioni antibiotiche nella medicina generale inglese.
- Macrì, 2019: Homeopathy and Antibiotic Resistance, La Revue d’Homéopathie.
- Chiappini et al., 2021, con Francesco Macrì: Prevention of recurrent respiratory infections: Inter-society Consensus.
