
L’occhio rosso è un disturbo molto frequente. Può comparire dopo molte ore davanti al computer, dopo l’uso prolungato delle lenti a contatto ma anche in caso di allergia stagionale o per effetto di vento, sole, aria secca e inquinamento.
Tuttavia, non ha sempre lo stesso significato: può essere una condizione temporanea o il primo segnale di un problema da indagare. Il medico oculista, esperto in omeopatia Giorgio De Santi spiega quali sono le cause più comuni, quali sintomi osservare e perché nei bambini serve maggiore prudenza.
Che cosa si intende quando si parla di occhio rosso?
L’occhio rosso è dovuto alla maggiore evidenza dei vasi congiuntivali. La congiuntiva è una membrana mucosa che aderisce alla parte bianca dell’occhio, la sclera. Normalmente questi vasi sono quasi impercettibili, quando diventano più visibili, l’occhio appare arrossato.
Le cause possono essere diverse. Alcune sono legate alla vita quotidiana: l’uso intenso di computer, smartphone e tablet, l’utilizzo non corretto o troppo prolungato delle lenti a contatto e l’esposizione a vento, freddo, sole e/o inquinamento.
Ci sono poi le allergie stagionali. In questi casi, oltre al rossore, possono comparire lacrimazione e prurito. Anche la congiuntivite può iniziare con l’occhio rosso, a cui possono poi associarsi lacrimazione più intensa e secrezione.
L’occhio rosso può essere anche il segnale di un problema cronico?
Sì. Proprio perché l’occhio rosso è un sintomo trasversale, non va interpretato sempre nello stesso modo. Nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno transitorio, per esempio dopo una giornata ventosa, una notte di sonno insufficiente o molte ore davanti allo schermo.
In altri casi, invece, il rossore può essere collegato a condizioni più persistenti, come la secchezza oculare cronica. Un occhio secco è spesso anche un occhio infiammato. Alcune terapie locali, alcune patologie generali o l’assunzione di determinati farmaci possono inoltre favorire secchezza e irritazione.
Quali sono i segnali da non sottovalutare?
Un arrossamento lieve, isolato e di breve durata può risolversi spontaneamente. Ci sono però sintomi che richiedono attenzione: dolore, secrezione, fotofobia, vista offuscata, calo visivo, percezione di lampi o luci, peggioramento o persistenza del rossore. La secrezione è un segnale importante, perché può indicare il passaggio da una semplice irritazione a una congiuntivite più evidente. Anche vista offuscata e calo visivo non vanno mai sottovalutati. Quando compare secrezione, oppure quando il rossore è associato a un calo della vista, è bene consultare l’oculista.
Occhio rosso nei bambini: perché serve più prudenza?
Nei bambini l’occhio rosso merita un’attenzione specifica: rispetto all’adulto, va osservato con maggiore cura e non va mai sottovalutato. Dai 3 anni in su, in particolare, il rossore può essere collegato a un disturbo visivo non corretto, a una congiuntivite allergica o a un’irritazione più importante. I genitori dovrebbero prestare attenzione anche ad altri segnali: mal di testa frequente, ammiccamento ripetuto, tendenza a strizzare le palpebre o gesti ricorrenti che sembrano aiutare il bambino a vedere meglio.
In questi casi, meglio evitare il fai-da-te: i colliri dovrebbero essere indicati dall’oculista. Un discorso diverso riguarda i neonati e i primissimi mesi di vita, in cui può esserci una difficoltà legata al canale lacrimale non ancora completamente aperto. In questi casi, la gestione deve essere indicata dal professionista della salute.
Quali buone abitudini aiutano a prevenire l’occhio rosso?
La prevenzione parte da gesti semplici. Chi lavora molte ore davanti al computer dovrebbe fare pause regolari, con la regola del 20-20: ogni 20 minuti, staccare lo sguardo per circa 20 secondi e guardare lontano.
È utile anche arieggiare gli ambienti, soprattutto se si trascorre molto tempo in stanze chiuse o con aria secca. In città, dove l’inquinamento può depositarsi sulla pelle e sulla zona perioculare, è importante lavare il viso con attenzione, usando detergenti delicati.
Chi porta lenti a contatto dovrebbe rispettare le corrette norme di igiene e non superare i tempi di utilizzo consigliati. Anche la protezione dal sole è importante: occhiali da sole e cappellino aiutano a proteggere gli occhi, soprattutto nei bambini e durante l’estate.
Che ruolo può avere il supporto omeopatico?
Il supporto omeopatico può essere considerato nelle prime fasi del disturbo, quando il rossore è lieve, non sono presenti secrezioni e non ci sono segnali importanti come dolore, fotofobia o calo visivo.
L’obiettivo è intervenire in modo non aggressivo e rispettoso dell’equilibrio dell’occhio. Può trattarsi, per esempio, di irritazioni iniziali dopo vento, sole, acqua di mare, piscina, uso prolungato delle lenti a contatto o lieve fastidio stagionale.
Il supporto complementare non va però confuso con una terapia sostitutiva: in presenza di secrezione, dolore, vista offuscata o peggioramento del rossore, la visita specialistica resta necessaria. In quest’ottica, l’omeopatia può affiancare le buone abitudini quotidiane e la corretta igiene oculare nelle irritazioni iniziali e occasionali. Il suo ruolo non è coprire il sintomo, ma sostenere l’equilibrio della superficie oculare, sempre con attenzione all’evoluzione del quadro e senza ritardare il consulto medico quando compaiono segnali da non sottovalutare.
Può essere utile preventivamente a chi tende a sviluppare occhi rossi in modo ricorrente, per esempio in alcuni periodi dell’anno o in determinate situazioni di esposizione.
A volte sembra occhio rosso, ma sono capillari rotti.
Non sempre ciò che appare come occhio rosso è una semplice irritazione: alcune piccole rotture capillari possono simulare un arrossamento, ma sono microemorragie. Se si ripetono, soprattutto dai 35 anni in su, è opportuno parlarne con il medico e valutare anche un controllo della pressione arteriosa.
